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Opere pubblicate

 

IL PIEDE DELL'ANZIANO: ASPETTI DEGENERATIVI, POST-TRAUMATICI E DIABETICI
Nell’età avanzata il piede doloroso è, pertanto, frequente e riconducibile a varie cause: cliniche da patologie sistemiche, biomeccaniche e degenerative.
Nel caso di specie, nell’anziano fragile, non vi è sempre un’indicazione chirurgica per le patologie del piede e le patologie sovrapodaliche.
Si ritiene, pertanto, utile la terapia conservativa associata a una ortesi di ripartizione del carico per la diminuzione del dolore e per il miglioramento dello stato psicofisico del soggetto.
Questo libro, che raccoglie le esperienze e le conoscenze di più autori di grande competenza in questo particolare e cruciale settore, rappresenta anche un progresso culturale in quanto assegna all’anziano un ruolo centrale, analizzandone le specifiche esigenze e affrontando, con approccio scientifico, le problematiche di trattamento sia locali, come la fragilità dello scheletro, che generali come le concomitanti pluri-patologie e il più difficile recupero funzionale.
Fabio M. Donelli - Presidente Comitato Scientifico AITOG

 

IL PAZIENTE ANZIANO IN ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

L’invecchiamento è, sicuramente, il fattore di rischio più frequente e influente per molte patologie che coinvolgono organi, tessuti e scheletro. L’osteoartrosi nell’anziano rappresenta la patologia degenerativa di maggiore evidenza e spesso il suo sviluppo non è sempre proporzionale all’età anagrafica.

La gestione del paziente anziano con fratture da fragilità rappresenta oggi la più complessa sfida che si ponga all’ortopedico, spesso primo operatore sanitario che affronta questa patologia di prevalenza e incidenza sempre più rilevanti.

Il 20% delle fratture di femore da fragilità è una rifrattura, e la frattura del femore si accompagna spesso a un quadro di fratture vertebrali somatiche da fragilità, generalmente occulte, a fratture di polso e di omero prossimale. Questi eventi nella storia della fragilità del paziente necessitano di un approccio multidisciplinare che tenga in adeguata considerazione le relazioni esistenti fra gli eventi fratturativi e le complesse dinamiche metaboliche del tessuto osseo.

Il cedimento strutturale osseo non può, quindi, essere trattato come singolo evento biomeccanico, ma come esito di un processo involutivo complesso del tessuto scheletrico.

Anche l’opzione della terapia chirurgica o conservativa delle fratture, in sé e per sé, non può avvenire se non dopo attenta considerazione della storia delle fratture da fragilità del paziente, in modo da garantirne l’ottimale gestione terapeutica e/o evitare inutili rischi connessi al trattamento.

Si è ritenuto, pertanto, utile la pubblicazione di questo testo divulgativo, rivolto ai giovani medici e agli specialisti interessati a questo ambito, con un taglio scientifico adeguato, conferito dalla grande competenza degli autori, per affrontare le complesse problematiche del trattamento, sia esso conservativo o chirurgico, sino al recupero funzionale, evitando dubbi e/o errori nell’approccio diagnostico e terapeutico.

Fabio M. Donelli

 

LA PATOLOGIA, METABOLICA TRAUMATICA E DEGENERATIVA DELLA COLONNA VERTEBRALE NELL'ANZIANO
LUIGI FANTASIA - FABIO M.DONELLI - ALDO BOVA - TONINO MASCITTI
Anno: 2011 pagine 204 disegni 24 foto 110 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-97162-19-3


Carissimi colleghi, L’A.I.T.O.G. (Associazione Italiana di Traumatologia e Ortopedia Geriatrica) è l’Associazione Italiana che unisce gli Ortopedici-Traumatologi con interessi specifici sulla patologia osteo-articolare dell’anziano. L’osteoporosi è certamente una delle cause maggiori a determinare episodi patologici del tessuto scheletrico dell’anziano, ma la patologia degenerativa in generale per loro non è da meno.La cultura della prevenzione della osteoporosi quasi sempre è percepita dall’anziano e dalla società solo al momento della frattura, ed il dolore cronico della colonna è interpretato come una normale evoluzione dell’invecchiamento verso il quale nulla è da fare o non conviene fare. Ma v’è da dire che, pur essendo vero che non vi è nulla da fare contro la degenerazione biologica dell’invecchiamento, è altrettanto vero che, come è avvenuto con la protesica articolare, anche per la patologia della colonna nell’anziano incominciamo a vedere soluzioni mediche e chirurgiche idonee a migliorare la sofferenza per tale patologia. Certo il distretto anatomico di cui stiamo parlando pone delle difficoltà sicuramente maggiori di una patologia di altri distretti articolari, ma l’evoluzione tecnologica attuale, sia nelle tecniche chirurgiche che nei materiali, smorzano gli ostacoli che finora ci facevano temere un approccio più invasivo in ogni senso. Uno dei temi affrontati nel 3° Congresso nazionale dell’AITOG che ho avuto l’onore di presiedere a Manfredonia è “la patologia metabolica traumatica e degenerativa della colonna nell’anziano”.
I lavori svolti su tale argomento sono raccolti in modo organico in questo secondo volume della collana AITOG affinché rimanga traccia storica e di insegnamento di una cultura medico-chirurgica su una patologia già di per sé difficile nel giovane paziente e si può immaginare quanto nell’anziano o grande anziano. Ragione per cui in questa pubblicazione potremo vedere com’è innanzitutto importante l’impostazione per un trattamento medico preventivo e curativo, senza escludere la possibilità di trattamenti più aggressivi che vanno dalla chirurgia mini-invasiva a quella maggiormente invasiva con l’intervento pluridisciplinare, medico, fisioterapico e chirurgico, senz’altro importante in età avanzata.
Non mancano informazioni sugli aspetti medico-legali anche se ritengo sia ben chiaro il rischio nell’espletamento di qualunque trattamento nell’anziano paziente forte per la sua vetusta età ma comunque debole per la stessa ragione. Questo libro è un ulteriore contributo alla crescita culturale dell’AITOG ed è la dimostrazione di come tanti colleghi, che ringrazio, credono nel suo sviluppo che non deve essere solo ortopedico-traumatologico ma deve coinvolgere tutte le professionalità perché “l’anziano man mano che avanza con l’età non è altro che il crogiolo di tante patologie".
Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato. Luigi Fantasia

L'ATTIVITA' PROFESSIONALE MEDICA: COMPETENZE E RESPONSABILITA' DELL'ORTOPEDICO
M.GABBRIELLI - L. ISOPPO - P.RICCI - COORDINAMENTO SCIENTIFICO: G.DELL'OSSO - F.M.DONELLI
Anno: 2010 pagine 120 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-97162-06-3


La Responsabilità professionale sanitaria, negli ultimi anni, sta diventando una parte importante del contenzioso penale e civile in Italia ed occupa una quota considerevole dell'attività legale e medico-legale. Al di là degli "addetti ai lavori", per una serie di soggetti interessati dal fenomeno sia pure in una situazione contrapposta: da un lato il medico, dall'altro i pazienti.
Verosimilmente i medici non sono addentro alle tematiche della responsabilità professionale.
Vi si accostano solo in particolari occasioni: in occasione di un avviso di garanzia o di una citazione civile. L'attuale pubblicistica italiana consta di testi specialistici. I medici non sembrano avere testi dedicati ma solo informazioni frammentarie e influenze da parte dei mass media. Il risultato un arroccamento di quella che è stata definita medicina difensiva, ossia una presunta osservanza del protocollo al fine di evitare "guai". In questa situazione si è ritenuto utile la pubblicazione di un testo specificatamente dedicato ai medici, che sia di facile comprensione, divulgativo, con un taglio scientifico adeguato. In particolare, il testo verte sull'attività professionale medica: competenze e responsabilità dell'ortopedico.

 

IL TIMING, DELLE FRATTURE DEL FEMORE PROSSIMALE NELL'ANZIANO

ALDO BOVA, CLAUDIO LAZZARONE, PIETRO MANISCALCO, ADRIANO TANGO, FABIO M.DONELLI
Anno: 2009 pagine 176 disegni 21 foto 56 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-86891-87-5


Il problema del timing delle fratture dell’estremità superiore del femore, costituisce da sempre motivo di dissonanza tra gli Studiosi, sia per i numerosi motivi organizzativi locali che ne condizionano l’operatività, sia per i problemi particolari di ciascun paziente. L’Associazione Italiana, Traumatologia e Ortopedia Geriatrica (AITOG) nata nel 1996 da un piccolo nucleo di Ortopedici che ne hanno intuito l’importanza - dato l’aumento numerico degli anziani e delle patologie ad essi correlate - ha da sempre cercato, attraverso Congressi e pubblicazioni, di indicare linee guida di trattamento che vorrebbero costituire dei paletti entro cui muoversi per offrire un trattamento ottimale e mirato delle patologie traumatiche, in particolare di quelle dell’estremità superiore del femore.
In proposito vanno ricordati i Congressi (i più significativi, dai primi di Crema agli ultimi di Bergamo, Ostuni e Siena), nonché il libro “Le fratture del femore prossimale nell’anziano” edito dopo il Congresso di Ostuni (Br), in cui si sono approfonditi molti punti controversi circa il trattamento ed ha fatto capolino - sempre più insistentemente - il problema del timing che rimane - come detto prima - argomento assai controverso.
Quando operare? Come? Con quali limiti di sicurezza?
Sono i punti di domanda, cui questo volume ha voluto tentare di offrire una risposta.
Risposta certamente non condizionante in senso assoluto - perché il lavoro del Chirurgo è sempre di un singolo verso un altro singolo, ciascuno con le sue implicazioni - ma comunque offrire ai Colleghi, specialmente ai più giovani, una linea di guida che possa aiutarli nella difficile scelta della cura di un anziano traumatizzato. Con questo spirito i vari Autori hanno riferito delle loro esperienze, lasciando peraltro a ciascuno la libertà di scelta del trattamento più opportuno in ogni singolo caso, anche in relazione a quanto la Struttura in cui si opera mette a disposizione dell’équipe chirurgica. Si spera di avere reso un valido servizio ai nostri pazienti –ai quali è rivolta tutta la nostra attenzione ed operatività-, alla nostra categoria professionale –spesso perseguitata dal contenzioso- all’AITOG nel suo sforzo di offrire a tutti gli Operatori le migliori proposte dei propri Soci.

Vittorio Valerio

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